Skip to content
I miei progetti


Area Progetti

Lo Studio PROQUAS ha previsto uno spazio di questo sito web, in cui il cliente, su richiesta, può far mettere a propria disposizione un'area privata e un progetto e gestire il sistema, ad esempio HACCP o qualità o sicurezza sul lavoro, ecc., in autonomia e assistito da consulenti.

Come le aziende ingannano i consumatori con pratica scorretta

Shrinkflation è un termine anglosassone composto di “shrink” (restringere) e “inflation” (inflazione): una tecnica che prevede stesso prezzo dei prodotti ma meno quantità.

Con questa parola (“shrink” vuole dire ridurre, “inflation” è la comune inflazione) si indica una pratica molto diffusa nel mondo dell’industria: quella di diminuire il quantitativo dei prodotti di largo consumo in modo da camuffarne l’aumento dei prezzi.

Spesso, inoltre, alla diminuzione del quantitativo all’identico prezzo, si associa una nuova confezione o un rinnovamento visivo del marchio in modo da disorientare il consumatore e trasformare un prodotto sconveniente in qualcosa di accattivante. Nelle ultime settimane, Codacons ha deciso di denunciare questo fenomeno presentando un esposto all’Antitrust e in 104 Procure italiane. L’associazione dei consumatori vuole sapere dalle autorità se questo modo “sleale” di operare può costituire “fattispecie penalmente rilevanti, dalla truffa alla pratica commerciale scorretta”.

Un trucchetto – fanno sapere dal Codacons – che consente enormi guadagni alle aziende produttrici ma di fatto svuota i carrelli e le tasche dei consumatori, realizzando una sorta di ‘inflazione occulta’. Tutto ciò avviene sotto lo sguardo inconsapevole del consumatore, il quale nel momento in cui acquista ad esempio una busta di patatine fritte difficilmente si chiede che dimensioni aveva la confezione di quello specifico prodotto uno o due anni fa”.

Vediamo alcuni esempi:

È emblematico il caso di studio del Toblerone. Qualche anno fa, per fronteggiare l’aumento del costo del cioccolato svizzero, i produttori della barretta (gli statunitensi della Mondelēz) decisero di tagliare il numero di “piramidi” della barretta, allungando gli spazi tra l’una e l’altra per risparmiare sulla materia prima.

Il Codacons cita in merito un’indagine dell’Istat: in Italia nell’ultimo anno i casi di Shrinkflation sono stati 7306. I prodotti più martellati sono pasta, pane, zuccheri, dolci, confetture, caffè, cioccolato, miele, bibite, latte, formaggi, creme e lozioni. Addirittura durante il periodo di Pasqua il peso di alcune colombe è passato da 1 chilo del 2021 a 750 grammi del 2022.

Il produttore Barilla: due pacchi di rigatoni, comprati a qualche settimana di distanza allo stesso prezzo, sono apparentemente uguali ma in realtà hanno pesi diversi. Uno 454 grammi, l’altro 410. Nestlé applica la stessa “tecnica” ingannando i clienti: gli snack dei marchi Kitkat, Lion e Smarties hanno il consueto prezzo ma confezioni più piccole, camuffando così l’aumento del 25% dei costi.

Ridurre il peso – dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – è una pratica legittima, a patto che non si inganni il consumatore medio inducendolo in errore rispetto al prezzo effettivamente praticato, falsandone il processo decisionale, invogliandolo in tal modo a fare un acquisto che non avrebbe fatto solo perché ingannato sulla convenienza di quel prodotto, in realtà più caro”. Ai consumatori non resta altro da fare che tenere gli occhi aperti quando fanno la spesa e sperare nell’azione di Procure e Antitrust.

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Torna su